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THE EXECUTION PREMIUM.
LINKING STRATEGY TO OPERATIONS FOR COMPETITIVE ADVANTAGE

Autori: Robert S. Kaplan, David P. Norton
Edizione: Harvard Business School Press
Anno: 2008
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Libro
Inizio subito illustrando la
struttura del libro, a seguire il commento sui contenuti.
The Executium Premium è
il quinto libro della premiata ditta Kaplan & Norton.
Il volume di poco più di 300 pagine si articola come
il precedente in 10 capitoli.
Nel primo capitolo Introduction
gli autori illustrano la loro proposta per un sistema di gestione
in grado di integrare la pianificazione strategica e l'esecuzione
operativa della strategia. Si tratta di un sistema a sei stadi,
ciascuno dei queli verra approfondito nei capitoli successivi:
- Sviluppare la strategia - I vertici aziendali
formulano una strategia utilizzando gli strumenti propri
dell'analisi e dell'elaborazione strategica
- Pianificare la strategia - L'organizzazione
pianifica la strategia attraverso le mappe strategiche
e le balanced scorecard
- Allineare l'organizzazione con la strategia
- Si sviluppano in cascata mappe strategiche e balanced
scorecard a vari livelli organizzativi
- Realizzare un piano operativo - Si usano
strumenti adeguati per definire il piano operativo a supporto
della strategia (process reengineering, activity-based
costing, resurce capacity planning, etc.)
- Monitorare ed apprendere - Si evidenziano
problemi, barriere e sfide che si incontrano durante l'esecuzione
sia della strategia che del piano operativo
- "Testare" ed adattare la strategia
- Usando i dati interni e quelli provenienti dai cambiamenti
dell'ambiente competitivo esterno si modifica la strategia
adattandola a nuovi scenari
Per utilizzare al meglio questo
sistema le organizzazioni hanno la necessità di dotarsi
di una adeguata infrastruttura, quello che gli autori chiamano
l'ufficio della gestione strategica, in grado di coordinare
i processi di esecuzione della strategia descritti nei sei
stadi.
Nel secondo capitolo Develop the strategy
gli autori illustrano come sviluppare la strategia. Si parte
dalla definizione della missione, dei valore e della visione
dell'azienda e si esegue un'analisi strategica sia del contesto
esterno (ad esempio usando lo schema PESTEL) che dell'ambiente
interno. Si identificano punti di forza e di debolezza, nonché
opportunità e minacce (SWOT analysis). Quindi si passa
alla formulazione della strategia tenendo presente le questioni
critiche emerse nell'analisi. Qui si possono usare strumenti
differenti a seconda della tipologia di azienda e del background
dei vertici aziendali. Secondo gli autori, già in questa
fase la mappa strategica può aiutare nella selezione
delle opzioni strategiche più consone.
Il terzo capitolo Plan the strategy introduce
all'uso della mappa strategica e della balanced scorecard
per pianificare la strategia. La strategia formulata precedentemente,
è tradotta in una mappa strategica organizzata in "temi
strategici", dove obiettivi, collegati tra loro attraverso
relazioni causa effetto, descrivono come si crea valore all'interno
di ciascun tema. Definiti gli obiettivi si passa a definire,
nella balanced scorecard, le misure per monitorare i progressi
ottenuti ed i target per considerare un obiettivo raggiunto.
Gli autori sottolineano il carattere distintivo del loro approccio.
Mentre altri approcci alla gestione strategica mettono in
evidenza il "cosa", loro si focalizzano sul "come".
Infatti nel quarto capitolo Strategic initiatives
Kaplan e Norton affrontano proprio il tema del "come"
attraverso la definizione delle iniziative strategiche da
mettere in campo a supporto del perseguimento degli obiettivi
desiderati. Applicando la seconda legge di Newton alle organizzazioni:
"le iniziative strategiche rappresentano la forza che
accelera la massa organizzativa nell'azione, vincendo l'inerzia
e la resistenza al cambiamento". Selezionare opportunatamente
le iniziative strategiche, finanziarle adeguatamente, stabilire
chi è "accoutable" per la loro esecuzione
sono i tre processi chiave da compiere nella definizione del
"come".
Nel quinto capitolo Aligning organizational units
and employees si passa al terzo stadio del sistema
di gestione strategica proposto: allineare le unità
organizzative e tutte le risorse umane con la strategia attraverso
la costruzione di mappe strategiche e balanced scorecard in
cascata a vari livelli organizzativi. L'allineamento verticale
definisce come ciascuna unità può contribuire
al successo complessivo dell'azienda. L'allineamento orizzontale
permette di realizzare sinergie all'interno dell'azienda e
di evitare sub-ottimizzazioni.
Il sesto capitolo Plan operations: align process
improvement programs è relativo, come
indicato dal titolo stesso, all'allineamento dei programmi
di miglioramento dei processi, il quarto stadio del sistema
di gestione della strategia. L'esecuzione della strategia
richiede, per Kaplan e Norton, l'allineamento e l'esecuzione
sia delle iniziative strategiche sia dei programmi di miglioramento
dei processi. Il capitolo è dedicato a mostrare come
allineare i programmi di miglioramento dei processi con gli
obiettivi strategici.
Il settimo capitolo Plan operations: sales forecasts,
resource capacity, dynamic budget prosegue nella
definizione di come realizzare ed eseguire un piano operativo.
Qui gli autori illustrano un processo strutturato in cinque
fasi per tradurre efficacemente gli intenti strategici in
un dettagliato piano operativo partendo dai forecast di vendita
trimestrale per i periodi successivi.
Nell'ottavo capitolo Operational and strategy
review meetings gli autori mostrano come incontri
periodici di controllo della strategia e delle operazioni
possano aiutare le organizzazioni a mantenersi in linea con
la strategia e ad ottenere ottimi risultati. Mentre gli incontri
di revisione operativa hanno lo scopo di evidenziare e risolvere
i problemi operativi emergenti, le riunioni di controllo strategico,
generalmente mensili o trimestrali, hanno lo scopo di valutare
la performance ottenuta dall'esecuzione della strategia e
di guidarne le future fasi di implementazione.
Nel penultimo capitolo del volume Meetings to
test and adapt the strategy Kaplan e Norton
sottolineano la differenza tra le riunioni di controllo della
strategia e le riunioni per adattare la strategia alle nuove
condizioni. Le prime permettono una valutazione dell'esecuzione
della strategia e le seconde una valutazione delle assunzioni
strategiche e delle decisioni prese in base a tali assunzioni.
Sono riunioni a cadenza annuale dove si valuta la validità
della strategia, tenendo conto non solo dei dati interni (balanced
scorecard) ma anche delle variazioni avvenute nel contesto
competitivo esterno.
Infine nell'ultimo capitolo The office of strategy
management gli autori descrivono il ruolo del
nuovo ufficio di gestione della strategia come una estensione
dell'ufficio di pianificazione strategica. Nessun individuo
o dipartimento ha la visibilità necessaria per coordinare
ed integrare i vari processi della gestione strategica, quindi,
per gli autori, è necessario costituire un apposito
team per facilitare la pianificazione della strategia, la
sua implementazione, verifica e revisione: team raccolto nell'ufficio
di gestione della strategia
Kaplan e Norton dopo aver introdotto
la Balanced Scorecard come sistema di misurazione, evidenziato
come potesse avere anche una valenza strategica, illustrato
come tradurre la strategia in mappe strategiche, mostrato
come fosse fondamentale allineare tutte le risorse interne
all'organizzazione con la strategia, proseguono nella loro
opera di formalizzazione dei processi inerenti la gestione
strategica della performance.
The Execution Premium è
un libro rivolto soprattutto alle grandi aziende, ai grandi
gruppi con una struttura piuttosto articolata e, quindi, con
la necessità di processi rigorosi nello sviluppo, implementazione
e verifica della strategia, per superare, probabilmente, anche
qualche difficoltà di comunicazione interna. In effetti
Kaplan e Norton raccolgono in questo volume le riflessioni
sviluppate seguendo l'implementazione della Balanced Scorecard
in questo tipo di realtà come si può intuire
leggendo l'elenco delle aziende citate negli "acknowledgments"
dopo la prefazione del libro.
Una domanda sorge subito spontanea: c'era bisogno di un libro
di questo genere? Mi spiego meglio. I sei stadi della gestione
strategica, con qualche variante più o meno rilevante
sul tema, dovrebbero costituire un percorso naturale per le
aziende che utilizzano la Balanced Scorecard come strumento
per la gestione strategica, percorso che non richiede ulteriore
letteratura che lo formalizzi. Se le cose non stanno in questi
termini, vuol dire che in quelle aziende, così avanti
da introdurre la BSC, manca comunque qualche fondamentale
nell'affrontare il processo strategico. Se Kaplan e Norton
hanno sentito l'esigenza di formalizzare questo processo,
o hanno solo formalizzato che l'acqua calda è calda
(libro didascalico, che non aggiunge niente di nuovo), oppure
hanno colmato una lacuna reale (scenario decisamente più
preoccupante).
Di fatto possiamo dire che la verità sta nel mezzo.
Da un lato, chi mastica un po' di gestione strategica non
troverà in questo libro brillanti novità, ma
una solida sistematizzazione di processi e tecniche già
conosciute, con qualche spunto interessante da sviluppare.
Dall'altra Kaplan e Norton giustificano questa ultima fatica
letteraria affermando che effettivamente manca qualche link
che colleghi i processi della gestione strategica che, in
organizzazioni così strutturate, sono abbastanza frammentati,
soprattutto quando si deve tradurre la strategia in piani
operativi e collegare il tutto ai budget annuali.
La risposta che posso dare alla domanda iniziale è
che forse non c'era bisogno di un libro così, ma visto
che è stato scritto ed è stato scritto piuttosto
bene, perché non leggerlo?
Si tratta di una sorta di percorso didattico: di un ripasso
rigoroso degli step fondamentali che ogni persona che si occupa
in maniera più o meno diretta della strategia dovrebbe
già conoscere. Si può non essere d'accordo con
tutti i contenuti, in effetti alcuni passaggi sono, a mio
parere, piuttosto discutibili, ma nel complesso il quadro
fornito è solido e chiaro.
Lettura senza dubbio interessante per chi si occupa di gestione
strategica in grandi aziende.
Lettura comunque stimolante per chi si occupa di gestione
strategica in aziende medio-piccole.
Essendo un testo mirato al settore privato è di scarsa
rilevanza per chi si occupa di pianificazione nel pubblico.
Visto la valenza didattica del testo, lo consiglio fortemente
agli studenti che sviluppano una tesi di laurea inerente la
Balanced Scorecard perché permette di inquadrare bene
in che ottica viene (o dovrebbe essere) usata la Balanced
Scorecard: all'interno di un percorso rigoroso di gestione
della strategia magistralmente descritto dai due autori.
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L ’organizzazione
degli architetti della Balanced Scorecard
Robert S. Kaplan e
David P. Norton
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