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LA BALANCED SCORECARD
ORIENTATA DALLA MISSION
Il cruscotto della performance multidimensionale nell'Azienda
Sanitaria Locale di Modena
a cura di Fabrizio Bocci e Atos Miozzo
Edizione Il Sole 24 Ore
Anno 2006
Per l'acquisto: Il
Sole 24 Ore
Pubblichiamo a titolo di "recensione"
la prefazione al volume scritta da Alberto Bubbio, Professore
Associato di Economia Aziendale all'Università Cattaneo
Liuc di Castellanza (Va)
A seguire, la struttura del libro.
PREFAZIONE
Allineare la gestione operativa alla strategia è un
vecchio problema che sino ad oggi non ha trovato soluzioni
convincenti. I piani strategici in parte hanno fallito; troppo
rigidi e “burocratici”. Altri strumenti avevano
fallito e la stessa gestione strategica poneva più
una distinzione che una congiunzione. Insomma sembrava di
essere alla ricerca dell’araba fenice.
Sono invece necessari sistemi di misurazione che in tempo
reale, se non addirittura in modo anticipato, traducano o
aiutino a tradurre l’indirizzo strategico nelle operatività.
Lo sa bene lo skipper di un’imbarcazione a vela, che,
una volta tracciata la strategia, sul campo di regata trasmette
con continuità misure e indicazioni all’equipaggio
per allineare all’originaria strategia le singole attività.
La Balanced Scorecard (BSC) sin da quando è stata presentata
(1992) è sembrata rappresentare una soluzione efficace
e semplice, così semplice da apparire a qualcuno come
la scoperta dell’acqua calda o addirittura un “dejà
vu” come per i francesi con il loro tableau de bord
[1].
Questo strumento di direzione era invece diverso e si era
dimostrato più oggettivo e rigoroso nel collegare gli
obiettivi e le azioni di gestione operativa a quella che sembrava
essere spesso una strategia aziendale bella, ma di difficile
realizzazione. Si era così sconfortati su queste possibilità
di collegamento e di allineamento che Henry Mintzberg giunse
ad affermare come, a suo avviso, in azienda vi fossero almeno
tre tipologie di strategia: quella pensata, quella deliberata
e quella realizzata [2].
Il merito della BSC e la sua efficacia sono insiti nelle modalità
di impostazione dello strumento ed in particolare nell’elaborazione
della mappa strategica. E’ attraverso la mappa strategica
che la strategia aziendale viene tradotta in azioni di gestione
operativa, dopo aver individuato le variabili (i driver) dalle
quali dipende la realizzazione della strategia stessa.
Come questo lavoro dedicato all’Azienda Sanitaria Locale
di Modena mette ben in evidenza, alla base di un caso aziendale
di successo c’è spesso una missione chiara e
obiettivi strategici sfidanti, ma non basta. E’ poi
necessario tradurli in operatività. Per farlo è
necessaria una sistematica ricerca delle relazioni di causa/effetto
tra le variabili strategiche e quelle operative. E’
questo che la mappa strategica con assoluta efficacia e rigore
di analisi riesce a fare. Si può addirittura arrivare
ad affermare che non vi siano BSC efficaci laddove non vi
sia stata una qualche meditata e discussa modellizzazione
di mappa strategica. Mappa che deve essere rigorosamente elaborata
dal management dell’azienda, da un executive team.
Pertanto l’elevato coinvolgimento del management della
AUSL di Modena, testimoniato anche dai contributi inseriti
in questo libro, è una garanzia di significatività
strategica, conseguenza di una precisa efficacia progettuale.
Alcuni contributi sono una perfetta esemplificazione di cosa
significhi muovere dalla missione per far nascere una BSC
connotata da un’operatività spinta. Non cito
nessuno di questi capitoli per non dimenticarne nessuno e
non fare dei torti alle persone che con grande entusiasmo
hanno accettato di razionalizzare la loro esperienza attraverso
la stesura di pagine utili e illuminanti. Lascio al lettore
il compito di scoprirle.
Inoltre a complemento del presente lavoro ritengo sia di utile
consultazione per il lettore un contributo al quale, con Fabrizio
Bocci, teniamo molto essendo stato proposto da uno studioso,
Stefano Baraldi, che con noi ha condiviso la fase pionieristica
di diffusione della BSC in Italia [3]. L’argomento è
di stretta pertinenza in quanto il libro si occupa de “Il
Balanced Scorecard nelle aziende sanitarie” [4]. Questo
lavoro testimonia quanto il tema sia “caldo”,
anche se come suona il titolo di un noto film “A qualcuno
piace freddo”.
Al di là delle battute “La Balanced Scorecard
orientata dalla Mission. Il cruscotto della performance multidimensionale
nell’azienda sanitaria locale di Modena” si segnala
per una completezza di trattazione e un rigore di approccio
esemplari.
Ma questo libro va oltre. Rappresenta un ottimo riferimento
per capire cosa significhi applicare una BSC nel settore pubblico
e quali siano gli accorgimenti da tenere presenti per dare
efficace attuazione allo strumento. Questo libro si affianca
ad altri lavori dei quali ne cito solo uno tra i molti, vuoi
perché è di uno studioso che ha indirizzato
su questa strada gli studi di alcuni suoi allievi, vuoi perché
ha sviluppato un tema strettamente connesso e complementare
a quello del presente lavoro. Si tratta del volume di Giuseppe
Farneti “Ragioneria Pubblica. Il ‘nuovo’
sistema informativo delle aziende pubbliche” [5].
La prima parte del presente lavoro è arricchita da
un contributo iniziale di Fabrizio Bocci, che muove dal concetto
di performance per giungere a precisare cosa significhi predisporre
un sistema di gestione delle performance. Da questi concetti,
passando attraverso la definizione di cosa debba intendersi
per strategia e del ruolo ipercruciale degli stakeholder quando
se ne tratti con riferimento alla Pubblica Amministrazione,
si arriva all’idea di creazione di valore economico
diffuso. Questo valore si crea solo laddove i beneficiari
siano tutti gli attori del contesto sociale che ruotano intorno
all’Istituzione Pubblica.
Da qui alla missione di un‘Azienda Sanitaria Locale
come espressione di una simile strategia è breve. E
mi piace sottolineare la proposta formulata da Bocci nelle
sue pagine: creare valore per un’Azienda Sanitaria Locale
significa creare valore in salute per tutta la cittadinanza
di riferimento.
Una missione non facile da perseguire. Ed è qui che
la BSC risulta utile poiché traduce questa stessa missione
osservandola lungo quattro dimensioni tra loro interrelate:
la prima, quella di risultato, è la prospettiva dei
cittadini, che va a misurare il loro “stato di salute”
e la soddisfazione per il servizio offerto dalla AUSL per
curarlo e generare un diffuso benessere psico-fisico, la seconda
prospettiva è quella critica dal punto di vista operativo:
“quali processi e attività sviluppare per porre
le premesse prima e avere poi un cittadino soddisfatto rispetto
alle sue aspettative in termini di “stato di salute”
e benessere psico-fisico, la terza, quella più tradizionale,
è quella economico-finanziaria, spesso, nel settore
pubblico, più fonte di vincoli che di opportunità.
Ma tutto questo non basta. C’è il lungo termine
da presidiare. Per questa prospettiva, la quarta, si parla
di apprendimento e crescita per definire la prospettiva chiamata
a presidiare dei miglioramenti continui nei processi gestionali
delle Aziende Sanitarie Locali e di conseguenza della soddisfazione
del cittadino, che, peraltro, si aspetta anche servizi sempre
più ampi e innovativi.
Con la BSC si hanno informazioni su tutte queste dimensioni
della performance aziendale ed è pertanto più
facile capire se la “squadra” (il team) che è
stato chiamato ad operare sia stata vincente o di più
un dream team. Certo la conseguenza è ovvia se la “squadra
vincente”, come anche modi di dire popolari sottolinearono,
“non si cambia”; diverso dovrebbe essere il caso
della squadra sistematicamente perdente. Le conseguenze organizzative
possono quindi risultare di una certa rilevanza.
Al di là di questi aspetti organizzativi, tra i quali
non va sottaciuta la “trasparenza” che la BSC
offre al sistema aziendale nel suo complesso e al suo funzionamento,
anche in termini di accountability, vorrei concludere queste
brevi riflessioni con un auspicio.
Mi auguro che la BSC abbia una rapida e ampia diffusione nella
Pubblica Amministrazione. Questo almeno per due motivi. In
primo luogo per i suoi frequenti richiami a elementi di social
responsibility, che è opportuno siano fatti propri
da tutte le imprese ma che non possono non caratterizzare
la valutazione della performance di un’azienda pubblica.
In secondo luogo per la valenza politica dello strumento BSC:
cittadino soddisfatto da azioni e risultati concreti significa
cittadino più portato a riconfermare la propria fiducia
e le proprie scelte elettorali. Il vertice di un’azienda
pubblica che, risultati alla mano (“misurati”),
è in grado di dimostrare quanto è stato fatto,
potrebbe, se il suo operato è stato efficace, dare
maggiore stabilità al quadro politico generale, così
auspicabile in un Paese come il nostro dagli scenari forse
fin troppo caratterizzati da rapide e repentine alternanze.
Tutti gli strumenti di direzione evoluti, d’altra parte,
e tra questi la BSC, sono veramente utili solo se aiutano
a gestire con maggior efficacia situazioni nelle quali l’efficienza
o non è praticabile o non è più sufficiente.
Alberto Bubbio
Note:
[1] Vedi Michael Lebas e Eve Chiapello The Tableau de bord
a French approach to management information (The European
Accounting Review, 1996) ed anche M Eipstein e F.Manzoni The
Balanced Scorecard and Tableau de Bord. Translating Strategy
into action, in Management Accounting, August 1997.
[2] Vedi Henry Mintzberg Ascesa e declino della pianificazione
strategica, Isedi, Torino 1996 (Ed. Originaria Prentice Hall,
1994) vedi il paragrafo 1.4 E che cos’è la strategia
? (pp.15-20)
[3] E’ appena il caso di ricordare al lettore i tre
articoli pubblicati da Baraldi, Bocci e Bubbio in Controllo
di gestione (Ipsoa): Diffusione della Balanced Scorecard in
Italia: i risultati di una ricerca ed evidenze empiriche (Numero
6/2004); Balanced Scorecard: ambiti e modalità di applicazione
(Numero 1/2005); Balanced Scorecard: un’agenda per il
futuro (Numero 3/2005).
[4] Pubblicato da Mc Graw Hill , Milano 2005
[5] Pubblicato da F.Angeli, Milano 2004.
LA STRUTTURA DEL LIBRO
Il volume è una raccolta logica ed ordinata
di singoli contributi che ha coinvolto numerosi autori/attori,
sia all’interno che all’esterno dell’Azienda.
Il libro si compone di tre parti distinte legate tra loro
da un unico filo conduttore: lo sviluppo di un sistema di
gestione strategica della performance nella AUSL di Modena,
utilizzando la metodologia della Balanced Scorecard.
La prima parte fornisce le basi teoriche per
sviluppare una Balanced Scorecard nelle organizzazioni orientate
dalla Mission quali quelle del settore pubblico e del no-profit.
• Nel capitolo 1, Fabrizio Bocci introduce il lettore
a questa metodologia e propone un’architettura di Balanced
Scorecard espressamente pensata per le organizzazioni del
settore pubblico e del no-profit: la Mission-Oriented Scorecard
(MOS). In questa architettura, si assume come prospettiva
di risultato la prospettiva della comunità, strutturata
in modo tale da tener conto della molteplicità delle
relazioni tra cittadinanza ed organizzazione
• Nel capitolo 2, Atos Miozzo presenta in maniera organica
i documenti di pianificazione e programmazione che un’azienda
sanitaria locale deve produrre e, in qualche modo, gestire,
soffermandosi in particolare sul collegamento tra gli strumenti
della gestione strategica interna e il sistema di reporting,
denominato Bilancio di Missione, delle aziende sanitarie locali
dell’Emilia Romagna verso l’ente regolatore a
livello superiore, la Regione Emilia Romagna appunto.
La seconda parte del libro illustra come l’architettura
MOS, pensata per il Settore Pubblico, sia stata utilizzata
dalla AUSL di Modena per costruire il proprio sistema di gestione
della performance: denominato “Cruscotto della Performance
Multidimensionale”.
• Nel capitolo 3, Nicoletta Poppi e Giulia Franchini
illustrano i motivi che hanno spinto la AUSL di Modena ad
adottare questo strumento e come è stato progettato
il Cruscotto della Performance Multidimensionale generale
dell’Azienda Sanitaria, approfondendo, in modo particolare,
le tematiche relative alla responsabilità sociale ed
al collegamento tra la prospettiva di risultato (quella della
comunità) e la mission aziendale.
• Il capitolo 4, curato da Susanna Casari e Alessandro
Badiali, è relativo alla prospettiva dei processi interni.
I due autori sviluppano gli obiettivi che l’azienda
sanitaria si è data per raggiungere l’eccellenza
nei processi chiave atti a creare valore in salute per la
popolazione di riferimento e commentano gli indicatori che
sono stati selezionati per poter monitorare i progressi ottenuti.
• Nel capitolo 5, Ubaldo Bonacorsi affronta il tema
degli obiettivi e degli indicatori economico finanziari evidenziando
quelle che sono state individuate come le azioni da effettuare
per rientrare dal cospicuo investimento richiesto dalla costruzione
del nuovo polo ospedaliero di Baggiovara.
• Il capitolo 6, curato da Elisabetta Luppi, è
relativo ai driver intangibili della performance, quegli elementi
che costituiscono le fondamenta per raggiungere l’eccellenza
nei processi interni chiave. Nella Balanced Scorecard della
AUSL di Modena la prospettiva della crescita e dell’apprendimento
è strutturata secondo quanto suggerito da Kaplan e
Norton in: capitale umano, capitale informativo e capitale
organizzativo
Infine nella terza parte del libro è
illustrato come sono state sviluppate in cascata le Balanced
Scorecard delle macro-articolazioni dell’azienda sanitaria.
• Nel capitolo 7 e nel capitolo 8, Adriana Giannini
e Paolo Capurso, illustrano rispettivamente come è
stata elaborata la Balanced Scorecard nel Dipartimento di
Sanità Pubblica e nel Dipartimento di Salute Mentale
partendo dalla BSC generale dell’azienda sanitaria.
• Il capitolo 9, curato da Patrizia Guidetti, è
dedicato alla sperimentazione della Balanced Scorecard nel
distretto di Carpi, uno dei sette distretti della provincia
di Modena
• Nel capitolo 10, Monica Pini e Marcello Di Mola mostrano
come è stata impostata la mappa strategica del Presidio
Ospedaliero Provinciale.
Le conclusioni a commento dell’esperienza della Balanced
Scorecard all’interno della AUSL di Modena sono state
curate da Atos Miozzo.
Seguono quattro appendici che completano la
trattazione fornendo ulteriori elementi di analisi e di riflessione.
• La prima, redatta da Atos Miozzo, mette in evidenza
i numeri dell’azienda sanitaria locale di Modena.
• La seconda, curata da Atos Miozzo e Franco Tomei,
illustra l’interfaccia utente dell’applicazione
software sviluppata internamente per supportare l’acquisizione
dei dati ed il reporting sui progressi della performance.
• La terza, a cura di Alessio Terzi ed Alessandro Lamanna
di Cittadinanzattiva, approfondisce il tema dell’Audit
Civico nelle aziende sanitarie locali. L’Audit Civico
costituisce per la AUSL un indice per misurare i risultati
ottenuti a beneficio della popolazione di riferimento, nell’ottica
del cittadino proprietario
• La quarta, elaborata da Fabrizio Bocci ed Elisabetta
Luppi, costituisce un breve glossario dei termini più
ricorrenti nel libro relativi alla Balanced Scorecard completato
da un elenco degli acronimi utilizzati nella trattazione.
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David P. Norton
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