RIFLESSIONE
Fabrizio Bocci
UNA
NUOVA ARCHITETTURA DI BALANCED SCORECARD PER LE ORGANIZZAZIONI
DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ITALIANA

Introduzione
Un numero sempre maggiore di organizzazioni
del settore pubblico nel mondo sta adottando la Balanced Scorecard
o comunque un qualche sistema di gestione strategica (o solo
di misurazione) della performance.
Nell’ultimo periodo, anche in Italia è aumentata
la sensibilità sull’argomento e si iniziano a
vedere le prime applicazioni.
La Balanced Scorecard è uno strumento per la gestione
strategica della performance che è stato pensato per
le aziende orientate dal profitto. Quindi se si vuole applicarlo
al settore pubblico è necessario adottare opportune
modifiche per adattarlo a quelle che sono le esigenze della
pubblica amministrazione. Di fatto, soprattutto nel mondo
anglosassone, ma anche in quello scandinavo, sono stati proposte
ed applicate con successo alcune modifiche in tal senso. Quando
si pensa al nostro paese, la prima domanda da porsi è
se l’architettura o meglio la “geografia”
della Balanced Scorecard di derivazione anglosassone sia adeguata
a descrivere appieno la complessità delle relazioni
tra organizzazione pubblica e comunità di riferimento
che caratterizza la situazione italiana.
Oggi i Cittadini nella loro relazione con le organizzazioni
del pubblico settore esercitano il ruolo di stakeholder (o
portatori di interessi) multi-dimensionali. Se le organizzazioni
pubbliche non sono pienamente coscienti di questa molteplicità,
rischiano di fallire nel perseguimento della loro mission.
Lo scopo di questa riflessione è proporre una nuova
geografia di Balanced Scorecard per la pubblica amministrazione
italiana da utilizzare come base su cui sviluppare un modello
consistente, applicabile e sostenibile, che tenga conto della
particolarità del contesto nazionale.
La Balanced Scorecard nel settore privato
Facciamo innanzitutto un breve richiamo alla
Balanced Scorecard per le organizzazioni profit-driven.
L’architettura originale della Balanced Scorecard così
come era stata pensata da Kaplan e Norton per le organizzazioni
private prevede quattro prospettive: economico/finanziaria,
clienti, processi interni e crescita ed apprendimento. Le
quattro prospettive sono rappresentate in sequenza nella mappa
strategica attraverso le relazioni causa effetto che collegano
gli obiettivi strategici propri di ciascuna prospettiva tra
loro e con quelli delle altre prospettive. E’ da sottolineare
come sia importante il concetto di sequenza. Questo è
ulteriormente ribadito dalle quattro classiche domande a cui
rispondere nel settore privato, come esemplificato nella figura
successiva.
Prospettiva
economico finanziaria |
Quali sono i risultati che desideriamo ottenere per
soddisfare gli azionisti dell'organizzazione? |
Prospettiva
dei clienti |
Per raggiungere questi risultati quale proposta di valore
per il cliente dovremo generare? |
Prospettiva
dei processi interni |
Per generare una proposta di valore per i nostri clienti
che ci permetta diottenere i risultati finanziari desiderati,
in quali processi interni dovremo eccellere? |
Prospettiva
della crescita ed apprendimento |
Come dovranno essere le persone, la tecnologia informatica
ed il clima di azione per eccellere in quei processi che
ci consentiranno di generare una proposta di valore ai
nostri clienti tale da permetterci di raggiungere i risultati
finanziari auspicati? |
Figura 1 (adattamento da Kaplan
e Norton)
Queste sono le domande fondamentali per le
aziende profit-driven. Le risposte a queste domande permettono
di descrivere la strategia lungo le quattro prospettive della
Balanced Scorecard.
Nel settore privato la prospettiva di risultato (o di outcome)
è quella economico/finanziaria: l’organizzazione
esiste per creare profitto e valore.
La Balanced Scorecard nel settore pubblico
Viste queste premesse, è possibile applicare
la Balanced Scorecard nel pubblico? Direi proprio di si, anzi
è più che auspicabile. L’importante è
applicare intelligentemente i concetti che stanno alla base
della BSC e non farsi confondere dalle differenze nel fine
ultimo dell’organizzazione. Il concetto fondamentale
della Balanced Scorecard è quello di legare i risultati
desiderati (la performance attesa) a quelli che pensiamo essere
i driver della performance all’interno dell’organizzazione.
Questo si esplicita attraverso le relazioni causa effetto
utilizzabili indipendentemente dalle finalità ultime
dell’organizzazione. L'importante è "mettere"
le prospettive, che si decide di considerare, nella giusta
posizione all'interno della mappa strategica.
E’ chiaro che una architettura di Balanced
Scorecard basata sulla sequenza propria delle organizzazioni
dedite al profitto non è proponibile nel settore pubblico:
il fine ultimo delle organizzazioni del settore pubblico non
è quello di creare profitto, ma, in generale, di creare
valore per la comunità in cui operano. Quindi se si
vuole utilizzare la Balanced Scorecard nella pubblica amministrazione
è necessario modificarne l’architettura originaria
per adattarla alle esigenze differenti a cui debbono rispondere
le organizzazioni pubbliche.
Scorrendo la letteratura sulle applicazioni della Balanced
Scorecard nel settore pubblico e vari “case study”,
soprattutto relativi al mondo anglosassone, si può
notare come non venga mai evidenziata una chiara distinzione
tra organizzazioni che producono servizi (come gli ospedali)
ed organizzazioni che, in aggiunta, gestiscono la “cosa
pubblica” su delega del cittadino (ad esempio gli enti
locali, gli enti governativi e, nel caso italiano, le Aziende
Sanitarie Locali). Generalmente le architetture proposte per
la Balanced Scorecard e per la mappa strategica sono pensate
per il primo tipo di organizzazione, ma poi sono applicate
ad entrambi i tipi di organizzazione.
Le loro caratteristiche possono essere riassunte
come segue:
- Viene considerata un’ulteriore prospettiva:
quella della mission
Questo è corretto. Le organizzazioni del settore pubblico
sono orientate dalla loro mission e non dalla generazione
di profitto. Agiscono per perseguire la loro mission di miglioramento
della società e non considerano i riconoscimenti finanziari
come fine ultimo da perseguire.
- Il cittadino, o la comunità, è
considerato come un cliente
Non c’è nulla di male nel considerare i cittadini
come clienti, vederli come fruitori di servizi ad alto livello.
Qualche volta, quando abbiamo a che fare con un’organizzazione
pubblica vorremmo proprio essere trattati con tutte le attenzioni
che certe aziende private riservano ai propri clienti. Ma
la "metafora del cliente", seppure di importanza
fondamentale per il rinnovo della Pubblica Amministrazione,
da sola non è in grado rappresentare la complessità
dei rapporti tra Settore Pubblico e Comunità
- Generalmente la prospettiva economico finanziaria
e quella del cliente sono poste allo stesso livello
Questo viene fatto per elevare il ruolo e l’importanza
della prospettiva del cliente e per ridurre l’influenza
degli indicatori finanziari. La questione vera, però,
è un’altra: la prospettiva finanziaria è
una prospettiva di “input” o di “risultato”
per l’organizzazione? Per molte organizzazioni pubbliche
la prospettiva finanziaria è una prospettiva di input
in quanto i fondi a disposizione sono spesso assegnati politicamente,
seguendo logiche differenti da quelle legate alla proposta
di valore verso i clienti, tipiche del settore privato.
- Qualche volta viene aggiunta una prospettiva
relativa all’autorità
Qualche volta si considera una ulteriore prospettiva: quella
dell’autorità superiore. La funzione di questa
prospettiva è quella di rappresentare il cittadino
nella sua dimensione di “proprietario” della cosa
pubblica. Questo è un significativo passo avanti, ma
non è ancora abbastanza. O meglio, potrebbe essere
abbastanza per le organizzazioni pubbliche che producono servizi,
ma non per quelle che gestiscono in delega la cosa pubblica.
Questo modo di disegnare l’architettura
della Balanced Scorecard risente dell’influenza di quanto
teorizzato dal New Public Management (NPM).
Il New Public Management (NPM)
Il New Public Management è un nuovo paradigma di
gestione della cosa pubblica emerso all’inizi degli
anni Novanta con i lavori di Hood e quelli di Osborne
e Gaebler per “reinventare” il governo. Il
NPM è stato influenzato dalle idee di Peter Drucker
sul “governo imprenditoriale”, enunciate a
partire dal 1968 con il libro “The age of discontinuity”.
Il NPM rappresenta una critica a tutto campo all’idea
di Weber sulla burocrazia, si è guadagnato l’approvazione
di importanti organismi internazionali quali l’OCSE,
ed ha portato a notevoli cambiamenti nella Pubblica Amministrazione
in paesi quali la Gran Bretagna, il Canada, l’Australia
e la Nuova Zelanda. Senza entrare nel merito in modo più
approfondito, l’idea del NPM è quella di
incoraggiare una cultura orientata dalla performance,
dal risultato, in un settore pubblico meno centralizzato
e più orientato a vedere il cittadino come cliente.
Si rimanda ai lavori degli studiosi citati e alle pubblicazione
OCSE per un approfondimento di queste tematiche. |
Tornando alla Balanced Scorecard, un’impostazione,
come quella delineata seguendo i principi guida enunciate
dai teorici del NPM, porta ad una geografia della mappa strategica
dove la prospettiva dei processi interni e le altre prospettive
sono allineate solo con un set parziale di “risultati
desiderati” e questo può portare a conseguenze
negative sulla performance dell’organizzazione, specialmente
a lungo termine.
Una nuova architettura di BSC per la
Pubblica Amministrazione
Per attuare una gestione veramente "olistica"
della performance è necessario pensare ad un’architettura
che tenga conto della complessità delle relazioni tra
comunità ed organizzazione pubblica, superando i paradigmi
del NPM, certamente innovativi rispetto alla visone burocratica
dell’organizzazione pubblica, ma limitanti in quanto
troppo sbilanciati a favore di una visione, diciamo, eccessivamente
imprenditoriale del settore pubblico. Visione che poi è
stata spesso deformata in un eccesso di aziendalizzazione.
A questo proposito sono molto importanti le riflessioni che
cattedratici come Vigoda, Wray ed Epstein stanno portando
avanti sui concetti di collaborazione e partecipazione del
cittadino, soprattutto quando questi vengono collegati alla
gestione della performance.
La nuova architettura per costruire la mappa
strategica delle organizzazioni del settore pubblico si compone
di cinque prospettive:
| Mission |
| Comunità |
| Processi interni |
| Crescita ed apprendimento |
| Gestione economico/finanziaria |
Figura 2 - Le 5 prospettive della
BSC per la Pubblica Amministrazione
Fin qui niente di nuovo sotto il sole. Quasi
tutte le organizzazioni pubbliche che hanno adottato la BSC
hanno aggiunto una prospettiva “cappello” relativa
alla mission dell’organizzazione.
Alcune organizzazioni pubbliche già considerano le
risorse finanziarie come un input e la gestione di queste
risorse è parte integrante della prospettiva dei processi
interni. Un esempio classico è la Città di Charlotte,
l’ente locale che da tempo ha interiorizzato i concetti
di gestione della performance attraverso la Balanced Scorecard.
Comunque è importante sottolineare una volta di più
quanto sia importante posizionare la prospettiva delle risorse
finanziarie come una prospettiva di input e non come una prospettiva
di risultato.
La novità che voglio introdurre sta nel considerare
la prospettiva della comunità suddivisa ed organizzata
in quattro dimensioni:
1) il Cittadino come Cliente
2) il Cittadino come Proprietario
3) il Cittadino come Soggetto alle leggi
4) il Cittadino come Partner
Perché così tante dimensioni? Perché
le differenti relazioni che la Pubblica Amministrazione ha
con i cittadini e le varianti di comportamenti della cittadinanza
all’interno ed all’esterno dell’organizzazione
pubblica, possono essere usati per migliorare i risultati
attesi nella gestione della cosa pubblica. Queste dimensioni
si rinforzano mutuamente e rinforzano la motivazione dei dipendenti
nell’impegnarsi per il successo dell’organizzazione.
Queste dimensioni rappresentano i differenti ruoli di stakeholder
assunti dalla cittadinanza in relazione con l’organizzazione
pubblica e con cui l’organizzazione pubblica deve confrontarsi.
| Mission |
| Comunità
Il cittadino come
Cliente |
Il cittadino come
Soggetto alle Leggi |
Il cittadino come
Proprietario |
Il cittadino come
Partner |
|
| Processi Interni |
| Crescita ed Apprendimento |
| Gestione economico/finanziaria |
Figura 3 - La nuova architettura
di Balanced Scorecard (Bocci Consulting)
1) il Cittadino come Cliente
E’ importante considerare il Cittadino come cliente
in un ambiente complesso.
Le regole democratiche, i criteri di trasparenza, la richiesta
di accountability forzano i manager e le autorità pubbliche
a trattare la Cittadinanza in maniera migliore che in passato.
Questa è la dimensione della responsiveness, che potremmo
tradurre della “capacità di risposta” dell’organizzazione,
attraverso l’efficacia e l’efficienza dei servizi
erogati o gestiti.
2) il Cittadino come Soggetto alle
leggi
Proteggere la cittadinanza con le leggi significa non solo
migliorare il benessere sociale, ma anche minimizzare i rischi
e gli effetti dell’incertezza che possono condizionare
le performance dell’organizzazione. E’ un mezzo
oppure un fine? La mia opinione è che sia un fine,
parte integrante del perseguimento della mission dell’organizzazione.
3) il Cittadino come Proprietario
I Cittadini pagano le tasse, votano i loro rappresentanti
e agiscono tramite intermediari per controllare la cosa pubblica.
Questa è la dimensione dell’accountability delle
organizzazioni del settore pubblico. In questa dimensione
si tiene conto di come le organizzazioni rispondono ad una
autorità superiore in termini di qualità del
servizio erogato ed in termini di economicità dello
stesso.
4) Il Cittadino come Partner
E’ la dimensione del coinvolgimento della cittadinanza,
della partecipazione, del senso civico e della collaborazione.
Alcuni considerano il coinvolgimento dei cittadini più
come un processo che come un risultato. Io sono tra coloro
che lo considerano un obiettivo strategico “alto”,
una condizione del benessere sociale a lungo termine.
I cittadini dovrebbero essere coinvolti sia come individui
(risultati che derivano dalla prevenzione e dal senso civico)
sia come parte di gruppi organizzati (risultati che derivano
dalla collaborazione).
Vigoda, ad esempio, sottolinea che: “Studi recenti hanno
mostrato che le azioni spontanee ed il volontariato (entrambi
basati sulla motivazione intrinseca) sono strumenti utili
per le organizzazioni del settore pubblico per superare le
difficoltà di budget e promuovere l’efficacia
nel contesto pubblico”
Allineare obiettivi, misure ed iniziative delle
altre prospettive con un set bilanciato di risultati attesi
nelle quattro dimensioni della comunità potrebbe rappresentare
un ulteriore passo avanti nella progettazione di un efficace
sistema bilanciato di gestione della performance nel settore
pubblico.
Questo permetterebbe infatti di bilanciare:
- un approccio passivo con le relazioni attive
- il beve termine con il lungo termine
- la capacità di risposta con la collaborazione
- la soddisfazione del cittadino con il suo contributo al
miglioramento del servizio
E proprio dalla considerazione del ruolo di stakeholder multi-dimensionale
del cittadino che è possibile individuare i processi
interni strategici per l'organizzazione pubblica, per sostenere
un miglioramento continuo nel tempo in presenza di risorse
finanziarie sempre più limitate. Questi processi possono
essere esplicitati nei relativi "cluster" per ciascuna
dimensione del cittadino, attraverso la mappa strategica e
misurati con la balanced scorecard.
Questo è un primo passo verso l'elaborazione
di una nuova architettura di BSC. L'invito che rivolgo a tutte
le persone che lavorano nella Pubblica Amministrazione e nella
Sanità Pubblica è di riflettere su questa impostazione
e di partecipare attivamente al miglioramento del modello
inviando riflessioni, commenti e contributi a info@balancedscorecardreview.it
Fabrizio Bocci
- BOCCICONSULTING
www.bocciconsulting.it

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